Il Contenuto Astratto

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Il Contenuto Astratto

Il Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles espone fino al 30 giugno “Kandinskij & Russia”: circa 50 opere del padre dell’arte Astratta.

Kandinskij, Giallo, rosso, blu, 1925.

Che cosa sappiamo dell’arte non figurativa e, soprattutto, cosa non sappiamo?

Panofsky con la sua Iconologia ci ha insegnato a interrogarci sul soggetto delle opere d’arte. Di fronde a un dipinto riconoscere chi o che cosa vi è rappresentato sarebbe l’unico modo per comprendere un quadro.

Eppure davanti ad un Malevic o ad un Kandinskij l’individuazione di un qualsivoglia sujet diviene quanto meno problematica.

Cosa fare quando sono linee, forme e colori gli unici elementi costitutivi, quando viene a mancare un referente reale per cui l’immagine è solo un’immagine?

Insieme all’Astrattismo nasce allora il Formalismo. Fulcro d’indagine non è più, dunque, l’oggetto, ma la struttura. Da un che cosa a un come, da un contenuto a una forma.

Ma davvero l’Astrattismo non è altro che questo, una mera espressione di forma?

Nel 1907 Worringer ravvisava nel preciso bisogno psichico di una comunità la scelta di uno stile artistico piuttosto che un altro. Così, contrariamente a come si è soliti pensare, alle origini l’homo sapiens diviene pictor producendo immagini geometriche. L’uomo preistorico è un animale fobico, terrorizzato da un mondo estraneo e pericoloso. La natura, il movimento, la vita stessa è fonte di paura; quindi la nascita di una pittura inorganica, stabile, priva di ogni potenziale minaccia: il decorativo. Morire per non dover rischiare di morire, ecco il bisogno fondamentale. Ma se l’Astrattismo novecentesco risponde a una sorta di “nostalgia dell’inorganico”, allora altro che solo forma: recuperiamo la sostanza.

Come vuole Nietzsche: ad ogni Apollo il proprio Dioniso.

Federica Musto


 

INFORMAZIONI:

Kandinskyij & Russia

Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles

Fino al 30 giugno 2013

www.fine-arts-museum.be

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